La Diocesi scende in campo. In piena campagna elettorale organizza domani un convegno sulla libertà di culto: lo titola ‘La sfida della libertà religiosa’ (che faccio? Grido al plagio?). Sono assolutamente e totalmente d’accordo con quei cattolici che lamentano l’ateismo ideologico (quello di Stato, per intenderci), l’intolleranza nei loro confronti in alcuni paesi integralisti e totalitari (prevalentemente quelli musulmani), ed il laicismo definito ‘falso’ che vorrebbe limitare la libertà d’espressione delle religioni. La laicità, quella vera, quella praticata da una democrazia matura (come quella americana, ad esempio) non teme di scrivere sulla propria carta moneta ‘in god we trust’, perché sa che la propria costituzionale separa totalmente ed in maniera assolutamente inequivocabile il potere della chiesa da quello dello stato, la religione dalla politica, e che è proprio questa dichiarata laicità dello stato a garantire costituzionalmente ad ogni confessione religiosa la propria libertà di culto e di parola. Questa io chiamo ‘laicità’. E del resto anch’io come Alexis de Tocqueville “credo che in generale la libertà politica porti più ad animare che non a spegnere le passioni religiose”.